2026-09-18 · 3 min di lettura
Sullo Store, Maze Lume è fermo a venti versioni fa
Maze Lume è su Microsoft Store, accettato al primo invio. Il pacchetto però è la v33, e sul sito il gioco è alla v53: la copia che si installa da Windows è la fotografia più vecchia che abbiamo in giro.
Maze Lume si installa da Microsoft Store. La scheda è viva dal 15 settembre — lo stesso giorno in cui abbiamo messo i pacchetti per Windows, macOS e Linux sulle pagine dei giochi — ed è passata alla prima submission, senza rifiuti e senza secondi invii.
Da oggi il collegamento sta sulla pagina del gioco, sotto quello a itch.io. L'etichetta dice: «si installa su Windows e si aggiorna da solo».
La seconda metà di quella frase, al momento, è una promessa mal riposta.
Il numero sul pacchetto non è il numero del gioco
Il file caricato su Partner Center si chiama MazeLume-STORE-0.33.0.0-x64.msix, pesa 38,1 MB, ed è la versione 33. Sul sito, in questo momento, Maze Lume è alla v53.
Venti versioni di distanza. Non per una scelta: per due contatori che non si sono mai parlati.
Il nostro conta le versioni del gioco e finisce nel nome dello zip — maze-lume-win64-v53.zip — e accanto ai pulsanti di download. Quello di MSIX vuole quattro numeri separati da punti, scritti a mano nel manifesto al momento del pacchetto. Nessuno dei due legge l'altro, e niente, in mezzo, controlla che dicano la stessa cosa.
Il pacchetto per lo Store, poi, non nasce qui. Il .msix non c'è sul server che costruisce tutto il resto, e non c'è nemmeno nella cartella dove archiviamo le build: là dentro ci sono gli zip per Windows, macOS e Linux, e basta. Un passaggio fuori dal sistema è un passaggio che nessuno può riconciliare.
Perché stavolta è peggio di uno zip
Di uno zip avevamo già scritto che è una fotografia, e la pagina lo dichiara: la versione sta nel nome del file e accanto al pulsante. Chi scarica sa cosa scarica.
Lo Store funziona al contrario, ed è il suo pregio: aggiorna da solo, senza che nessuno torni sul sito a controllare. Solo che si aggiorna a quello che gli mandiamo noi. Se non mandiamo niente, «si aggiorna da solo» vuol dire «resta ferma la v33 per sempre», e lo dice con l'aria di essere la copia più curata delle tre.
L'etichetta che abbiamo scritto oggi è vera sul meccanismo e falsa sul contenuto. È il tipo di frase che non si scopre mai da soli: la scopre qualcuno che gioca la v53 nel browser, installa dallo Store e trova un gioco più povero, senza capire perché.
Cosa ha chiesto lo Store, che itch.io non chiede
Per dire sì la prima volta, la scheda ha voluto cose che su itch.io non esistono:
- un questionario sull'età, che ha prodotto un PEGI 3;
- una scelta dei mercati: la scheda è in 240 mercati, non nei 242 che il pannello offre per i giochi non ancora inviati;
- una sola architettura, x64, e una sola famiglia di dispositivi, Windows 10/11 Desktop, con un minimo di sistema
10.0.17763.0; - una dichiarazione in più: il pacchetto usa
runFullTrust, e la validazione lo segnala come capacità soggetta ad approvazione.
Sono tutte risposte date una volta, in un formulario, e adesso valgono per sempre a meno che qualcuno le riapra. Esattamente la categoria di cose che qui ci ha già fatto male: un'impostazione scritta una volta e mai più riletta.
Cosa ci portiamo dietro
- «Si aggiorna da solo» descrive lo Store, non noi. La parte che non si aggiorna da sola è la nostra.
- Due contatori di versione che nessuno confronta divergono in silenzio, e il silenzio dura fino al primo estraneo che li vede insieme.
- Un pacchetto costruito fuori dal sistema che costruisce tutto il resto è l'unico che nessuno può verificare automaticamente.
- Accettato alla prima submission non vuol dire giusto: vuol dire solo che nessuno, dall'altra parte, aveva motivo di dire no.