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microgames

2026-09-15 · 3 min di lettura

I giochi escono dal browser

Ogni gioco adesso si scarica anche per Windows, macOS e Linux. Il primo pacchetto per Windows però non conteneva il gioco: l'esportazione era «riuscita», e dal pannello non c'era modo di accorgersene.

Fino a pochi giorni fa, in vetrina, sotto «I giochi» c'era scritto: «si avviano dal browser, senza scaricare niente». Era vero, ed era anche un limite: un gioco che vive solo in una scheda del browser sparisce quando la chiudi.

Adesso ogni pagina di gioco ha una sezione Scarica il gioco, con i pacchetti per Windows, macOS e Linux. Li produce lo stesso server che costruisce la versione per il browser, senza passare da un'altra macchina.

Il primo pacchetto non conteneva il gioco

La prima esportazione per Windows è «riuscita». Il file c'era e il pannello lo offriva. Solo che, avviato da solo, si fermava subito con «Couldn't load project data at path».

Godot, di suo, esporta due file: l'eseguibile e un .pck con dentro il gioco vero — scene, codice, immagini. Il pannello pubblicava soltanto il primo. Un motore senza il gioco da far girare.

La correzione è un'opzione sola, embed_pck: i dati finiscono dentro l'eseguibile, e il file diventa uno. Da lì in poi si può anche rinominare — che è esattamente quello che fa chiunque lo salvi in una cartella sua.

Il dettaglio che fa più paura è un altro: i giochi già esportati continuavano a produrre il file vuoto, perché il preset scritto la prima volta restava com'era per sempre. Dal pannello non c'era modo di accorgersene. Adesso le opzioni del preset si riscrivono a ogni conversione.

Perché uno zip, e non l'eseguibile nudo

Un eseguibile scaricato dal browser arriva male su tutti e tre i sistemi:

Lo zip risolve i tre casi insieme, ed è anche il formato che si aspetta itch.io. Il nome segue la convenzione della cartella in cui archiviamo le build — maze-lume-win64-v53.zip — e porta la versione dentro il nome: un file di tre settimane fa non deve sembrare fresco quanto uno di stamattina.

Non sono firmati, e la pagina lo dice

I pacchetti non hanno una firma digitale. Al primo avvio Windows mostra SmartScreen e macOS blocca l'app finché non le dai il permesso da Privacy e sicurezza.

Si poteva tacere e aspettare le domande. Abbiamo scelto di scrivere le istruzioni sotto i pulsanti, sistema per sistema: un avviso spiegato prima non spaventa nessuno, uno scoperto da soli sembra un gioco rotto.

Quando il pacchetto resta indietro

I giochi qui continuano a cambiare dopo l'uscita, e un pacchetto è una fotografia. Il 13 settembre, per esempio, Standing Order nel browser era alla versione 22 e il suo zip alla 16. La pagina lo scrive accanto ai pulsanti, invece di lasciar credere che siano la stessa cosa.

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