2026-09-22 · 2 min di lettura
Godot fa girare i giochi. Il resto ha un nome
Lo strato che scrive, ripara, prova e pubblica i giochi adesso si chiama MicroGames Engine e ha una sua pagina. Cosa fa Godot, cosa fa lui, e perché non abbiamo scritto un motore grafico nostro.
Chi apre un nostro gioco trova Godot 4. Chi guarda come nasce trova qualcos'altro: una catena che scrive il codice, lo ripara, lo prova in un browser vero, ne salva ogni versione e lo pubblica — sul sito, su itch.io e nei pacchetti per il desktop.
Quella catena adesso ha un nome, MicroGames Engine, e una pagina tutta sua.
Perché non un motore grafico nostro
Scrivere un motore di rendering è un lavoro di anni, e il risultato sarebbe una versione peggiore di qualcosa che esiste già ed è open source. Godot disegna, calcola la fisica, legge i comandi e suona l'audio. Lo fa bene, e per il tipo di giochi che facciamo qui lo fa meglio di come lo faremmo noi.
Il problema che avevamo non era disegnare. Era fare tutto il resto senza che ogni passaggio dipendesse da qualcuno che se ne ricordi.
Cosa aggiunge, in concreto
- Il documento diventa lavoro. Il documento di progetto si scompone in compiti, e un compito conta come fatto solo quando un verificatore — che può soltanto leggere — lo ritrova nel codice. «Compila» non basta.
- Chi scrive non è chi ripara. Quando l'esportazione o la prova d'avvio falliscono, l'errore passa a un riparatore separato che fa la modifica più piccola possibile: fino a cinque tentativi, poi il problema si ferma e resta scritto.
- Cinque controlli prima di pubblicare: compila, parte, è coerente, si carica, si vede. L'ultimo lo decide un browser vero, non il codice.
- Giocato ogni notte. Un giocatore automatico apre ogni gioco e ne ricava il poster e il filmato del sito, scartando le schermate ferme.
- Ogni versione resta. I sorgenti si salvano a ogni pubblicazione, e qualunque versione si può riesportare.
- Un export, quattro destinazioni: browser, Windows, macOS e Linux.
I numeri, con la data
Il 13 settembre il database diceva: 142 tappe completate, 50 compiti verificati nel codice, 211 versioni salvate, 27 pacchetti desktop pronti da scaricare. Sulla pagina del motore gli stessi numeri si contano a ogni visita: quando leggi, sono già diversi.
Dove è ancora sottile
Una pagina che parla di controlli deve dire anche dove i controlli mancano.
- Parla solo con Godot. Impalcatura del progetto, istruzioni agli agenti, esportazione e prove sono scritte per lui. Un secondo motore vuol dire un adattatore per ciascuna di queste parti, non un interruttore.
- I pacchetti desktop non sono firmati, e quando esce una versione nuova non si riesportano da soli.
- La musica ha già un suo modulo, ma oggi nessun passaggio della catena lo chiama.
Cosa ci portiamo dietro
- Dare un nome a uno strato serve a vederne i confini. Finché era «l'impalcatura», nessuno poteva dire dove finiva.
- Un motore non si misura dalle funzioni che elenca, ma da quello che rifiuta: un compito non conta finché qualcuno che non l'ha scritto non lo trova nel codice.